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Prime sul campo, ma quarte in classifica. Un ricorso che a livello morale fa molto riflettere

2024.01.23 16:39
- di: Tuttocampo
Prime sul campo, ma quarte in classifica. Un ricorso che a livello morale fa molto riflettere
L’U15 femminile PonteSanGiusto, nonostante abbia raggiunto il primo posto nel campionato Marche-Umbria, si ritrova quarta in classifica a causa di un ricorso che a livello morale fa molto riflettere.

Ad esprimere il proprio punto di vista è Nicholas Rapari, tecnico dell’u15 femminile:
“Quest’anno abbiamo realizzato un’impresa sopra ogni aspettativa, dimostrando che a volte anche le piazze piccole possono dire la loro in un campionato costituito da tante piazze importanti e di squadre blasonate. Purtroppo peró, nel corso del campionato a fine Novembre, dopo la vittoria contro l’Arzilla abbiamo subito da parte loro un ricorso per aver fatto giocare una ragazza regolarmente tesserata, 2011, ma che avrebbe compiuto 12 anni a Dicembre.
Sebbene il giudice abbia ritenuto inammissibile il ricorso ritenendolo esplorativo, ha deliberato lo 0-3 a tavolino, permettendo loro di raggiungere il primo posto finale e l’accesso alla fase nazionale. Partendo dal presupposto che riconosco l’errore e me ne assumo le responsabilità, ci terrei a precisare il mio punto di vista in merito alla questione.

Da tre anni a questa parte mi occupo del movimento femminile della nostra società. Siamo partite in 12 e abbiamo oltrepassato le 30 tesserate, provenienti da 6 comuni differenti e di 7 età differenti. Sono sempre stato il primo a sposare la causa della promozione del calcio femminile, dato il grande potenziale che ho notato nelle ragazze in questi anni, registrando le partite, pubblicando i gol nelle pagine social, coinvolgendole nelle attività maschili per dimostrare che con i pari età a livello giovanile fino all’età degli esordienti non ci sono grandi differenze, e in tutto questo ho sempre messo avanti il gruppo. Ho sempre dato la priorità al gruppo, trasmettendo questo valore alle ragazze, e che l’eventuale vittoria dovrebbe essere soltanto la conseguenza di ciò. Questa premessa era importante per capire il nocciolo della questione.

A livello di calcio giovanile si parla sempre di inclusione, coinvolgimento, e sappiamo bene quanto sul femminile sia importante ciò, data la scarsità dei numeri per raggiungere il numero minimo per disputare un campionato.
È bene precisare inoltre che la ragazza sarebbe stata troppo grande per partecipare con la categoria inferiore e troppo piccola per la categoria superiore secondo il regolamento.

Tra le due alternative ci sembrava più giusto farle disputare il campionato con le sue coetanee. Quindi sarebbe stato moralmente giusto escludere una ragazza dal proprio gruppo per metà stagione con il rischio di perderla?
È giusto che dello 0-3 ne abbia beneficiato solo la squadra in questione, nonostante il ricorso ritenuto inammissibile, e non tutte le altre avversarie precedenti? È giusto non tener conto della buonafede del gesto, dando una sanzione non commisurata all’illecito commesso? È giusto mettere allo stesso piano una non tesserata, una squalificata, una più grande che gioca con le più piccole, e una ragazza che sebbene abbia la stessa età delle sue compagne ma è nata a dicembre non può far parte del gruppo?

I miei sono soltanto spunti di riflessione, perché per una realtà piccola come la nostra, che non ha il lusso di poter scegliere chi convocare o meno come le grandi piazze, disputare già il campionato è un privilegio. Mi auguro per un futuro recente, non solo per noi ma anche per altre piazze piccole come la nostra che mettono in primo piano la promozione del calcio femminile, una maggiore discrezionalità su alcune circostanze.”
Fonte foto: instagram

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