Seconda categoria: La favola dell'Azzanese; a tu per tu con Michele Buset

2019.02.13 20:24
- di: Marco Calore
  • Dilettanti
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Seconda Categoria Gir. A
Seconda categoria: La favola dell'Azzanese; a tu per tu con Michele Buset

"L'allenatore è un valore aggiunto. La fortuna di questo ruolo è di avere alle spalle la squadra
 
Non è mai facile dire addio alla passione del cuore quando in mezzo si intromettono i problemi fisici, ma quella di Michele Buset è una storia diversa. Perché proprio dopo la quarta operazione al ginocchio che nel 2011 lo aveva costretto a lasciare il calcio giocato, l’attuale allenatore dell’Azzanese comincia a costruire, passo dopo passo, la propria brillante carriera da tecnico oltre alla linea bianca di bordo campo.

Dopo una duratura esperienza maturata tra il settore giovanile del Fiume Veneto (allievi e juniores) e le prime squadre del Bannia e del Calcio Zoppola, a casa Buset si presenta l’occasione da sempre tanto desiderata: prendere le redini della prima squadra del paese da cui lui stesso è originario.
Nel 2017, infatti, arriva la chiamata dell’Azzanese che, per un azzanese doc (precisamente di Tiezzo), non può essere rifiutata per alcun motivo al mondo.
Proprio ad Azzano Decimo, dopo una splendida stagione ricca di ottimi risultati sul campo e  coronata con un rispettoso sesto posto, il buon gioco e le più che discrete prestazioni non sono riuscite a regalare all’Azzanese i playoff sperati, mancati solo per una manciata di punti.


Quest’anno, però, la squadra di Miot e compagni ha deciso di riprendersi di diritto tutte le proprie rivincite, con tanto di interessi.
Ufficialmente su 19 gare, realizzati in totale 51 punti, frutto di 16 vittorie e 3 pareggi. Numeri da grande, anzi da grandissima, che stanno permettendo agli uomini di Buset di guidare il campionato in solitaria, anche contro i pronostici di inizio stagione che vedevano tra i potenziali favoriti sia il Villanova che il Saronecaneva.

Ora, però, conosciamo in dettaglio chi è il vero e proprio artefice di questo straordinario successo calcistico: "A inizio stagione un risultato di questo tipo sarebbe stato impensabile; – dichiara lo stesso Michele Buset ai nostri microfoni - considerando che il nostro obiettivo minimo sarebbe stato quello di centrare la qualificazione ai play off, vederci in testa al campionato fa uno strano effetto, ma noi ora vogliamo andare dritto fino in fondo, senza troppe preoccupazioni”, prosegue il mister.


Quello di quest’anno è un gruppo formato in toto ed esclusivamente proprio dal tecnico di Azzano, affiancato però dal fedelissimo capitano e D.s. Francesco Miot, a 42 anni ancora grande esempio per tutti i compagni di squadra, dai veterani fino ad arrivare ai più giovani. E a proposito di giovani, il gruppo di Buset ha complessivamente un’età media di circa 24 anni, molto inferiore rispetto a quella di diverse altre compagini del campionato. Proprio per questo, una domanda sui sempre complicati rapporti da gestire all’interno dello spogliatoio è d’obbligo, considerata la ventata di freschezza portata appunto dalla generazione più giovane: “Sono 26 caratteri diversi, dai quattro ragazzi della juniores ai due senatori. Ogni giocatore ha bisogno di essere compreso, senza essere mai lasciato solo, neanche nei momenti di maggiore difficoltà. Quando ero impegnato nei vari settori giovanili mi capitava spesso di dover impersonare anche il ruolo di padre. In questi casi credo sia utile una figura di spessore che possa accompagnare i ragazzi nel loro processo di crescita”.



Per quanto riguarda l’idea di gioco, invece, Michele Buset si definisce un misto di “varie sfaccettature di allenatori di Serie A, un ‘ibrido’ fra la grinta e la garra agonistica e il cosiddetto self-control. Quello che non deve mancare mai, però, è il divertimento. Un gruppo formato da lavoratori i quali ogni settimana arrivano all’allenamento stanchi a causa di turni di nove, dieci ore ha bisogno di divertirsi e farlo col pallone tra i piedi è la soluzione migliore”.



Da non tralasciare, poi, il discorso legato alla tifoseria del club, quest’anno sempre più pronta sostenere i propri beniamini: “I tifosi si stanno pian piano riavvicinando alla squadra, forse anche grazie alle 10 vittorie su 10 gare disputate in casa quest’anno. Nell’ultimo periodo il numero è di certo raddoppiato”.

Una battuta anche su quello che, a detta del mister, è stato uno dei momenti più intensi ed emozionanti di questa stagione finora: “Durante una gara del girone d’andata il giocare per 65 minuti in 10 e per 25 in 9 uomini contro una squadra di carattere come il S. Leonardo è stata la prova schiacciante di come la mia squadra abbia un cuore ed un’anima. Quel pareggio, nonostante volessimo la vittoria, è un ricordo che conservo tuttora con orgoglio”.

Caro mister, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare ed ora è giunto il momento in cui il gioco si farà più duro che mai. Le responsabilità sono pesanti, occorrerà a voi saper gestire la pressione, anche perché il pubblico si aspetta grandi cose: “Indubbiamente si tratta di 9 finali e l’obiettivo rimane sempre quello della promozione, ma vincere il campionato sarebbe qualcosa di unico. Il successo si costruisce domenica dopo domenica e la prossima settimana c’è già una trasferta difficile a Morsano, in un campo difficile dove saranno in palio punti decisivi. La testa per noi è già lì”.

Si ringrazia la Società Azzanese Calcio nonchè il mister Michele Buset per la disponibilità nel rilasciare questa intervista

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